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1814–1884

CXII

Giovanni Prati

È un dolor della mente, or che i recessi del cor son chiusi al contumace iddio, sebben gli spettri che nell´urna ho messi oda pianger talvolta, e pianga anch´io;

poscia che ai sogni fuor da me reflessi tendo le braccia con minor desio, dir mi convien che, pur mutando amplessi, è un dolor della mente il dolor mio.

È un dolor della mente a veder tutto disfarsi al mondo, e non durar che breve anco la diva luce e il roseo flutto. Forse il pensiero è fior, che un vento lieve

riporta ai numi: se cader distrutto, dopo visto l´Olimpo, anch´ei non deve.

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