È un dolor della mente, or che i recessi
del cor son chiusi al contumace iddio,
sebben gli spettri che nell´urna ho messi
oda pianger talvolta, e pianga anch´io;
poscia che ai sogni fuor da me reflessi
tendo le braccia con minor desio,
dir mi convien che, pur mutando amplessi,
è un dolor della mente il dolor mio.
È un dolor della mente a veder tutto
disfarsi al mondo, e non durar che breve
anco la diva luce e il roseo flutto.
Forse il pensiero è fior, che un vento lieve
riporta ai numi: se cader distrutto,
dopo visto l´Olimpo, anch´ei non deve.