Pigmalion, nello abbracciarti in pietra,
spirar ti fece, e, Galatea, tu vivi;
e te le verdi selve, e i glauchi rivi,
e il purpureo nettuno, e il candid´etra,
e te chiaman del pari Ida e Libetra,
e le vergini fiore, e i fauni divi,
e il romano pomerio, e i templi argivi,
il grande Olimpo, e di Marón la cetra.
Augelletto non canta in questi rami,
non mormora ruscel sotto quest´erba,
che te, te sempre, Galatea, non chiami.
Bella, nuda, fuggiasca, il piè stillante,
e fra i turbati salici superba
forse dei baci d´un divino amante.