M´esce un pensier dal capo, e fa sovente
come il corvo dell´arca: al vento infido
apre le penne, e, naufrago o fuggente
chi sa per dove, più non torna al nido.
Mando un altro a cercarlo: ei mette un grido,
e al par dilegua, e più non se ne sente.
Nel tutto immenso, o su l´immenso lido,
anch´egli è morto, o di tornar si pente.
Questi vani pensier, pallidi e torvi.
senza subbietto, in verità son pari
a sinistro e infedel volo di corvi.
Cadon nell´ombra; e, se a l´asil nativo,
per caso, alcun di lor torna dai mari,
non mi porta giammai fronda d´olivo.