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1814–1884

CIII

Giovanni Prati

Il vaticinio dei quaranta soli esce dal labro al pallido profeta; e frusti enormi d´alabastro e creta son della eversa Ninive le moli.

E or qui sui vespri, come Iddio decreta, aprono le trecento aquile i voli; e, se non gemi, di che gemer suoli, a veder tanta gloria e tanta pièta?

I magi e i re della città diversa sparvero; e in pugno poca polve io stringo: sogno l´arpe dell´Asia, e non le sento. Tutto un mondo perì: solo attraversa

le rosse lande l´arabo ramingo, e sparge l´inno della morte al vento.

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