Sin che florido è il corpo, ospite lieta,
l´alma lo alberga: ma dal dì che vede
come questa sua casa è un po´ di creta,
che la pioggia corrompe e il verno fiede;
da quel dì la solinga anima asseta
un arcano desio di mutar sede;
e, sognando e sperando altro pianeta,
sente crescer le forze a la sua fede.
Messer Iacopo, a me la inferma spoglia
par quella casa ruinata e sola,
che alberga una farfalla entro i rottami.
L´ospite, afflitta di restar, s´invoglia
poco in quell´ombre; e, se di là non vola,
è perché aspetta che Qualcun la chiami.