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1814–1884

CI

Giovanni Prati

Sin che florido è il corpo, ospite lieta, l´alma lo alberga: ma dal dì che vede come questa sua casa è un po´ di creta, che la pioggia corrompe e il verno fiede;

da quel dì la solinga anima asseta un arcano desio di mutar sede; e, sognando e sperando altro pianeta, sente crescer le forze a la sua fede.

Messer Iacopo, a me la inferma spoglia par quella casa ruinata e sola, che alberga una farfalla entro i rottami. L´ospite, afflitta di restar, s´invoglia

poco in quell´ombre; e, se di là non vola, è perché aspetta che Qualcun la chiami.

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