Coronato di fior, pallidi o gai,
e come piace ai numi, o bianco o bruno,
dietro la porta ha il suo folletto ognuno,
e né notte né dì lo lascia mai.
Dell´alba al lume o della luna a´ rai,
callido fabro d´ironie quest´uno,
girando gli occhi, come serpe in pruno,
gli fa dolci lusinghe, e il pone in guai.
Sparge il démone in danza a noi d´intorno
falsi amor, false glorie e falsi affanni;
e dell´imperio suo l´anima è priva.
L´uom riposo non ha notte né giorno
da questo sogno; e così volan gli anni,
come augelli migranti a ignota riva.