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1814–1884

C

Giovanni Prati

Coronato di fior, pallidi o gai, e come piace ai numi, o bianco o bruno, dietro la porta ha il suo folletto ognuno, e né notte né dì lo lascia mai.

Dell´alba al lume o della luna a´ rai, callido fabro d´ironie quest´uno, girando gli occhi, come serpe in pruno, gli fa dolci lusinghe, e il pone in guai.

Sparge il démone in danza a noi d´intorno falsi amor, false glorie e falsi affanni; e dell´imperio suo l´anima è priva. L´uom riposo non ha notte né giorno

da questo sogno; e così volan gli anni, come augelli migranti a ignota riva.

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