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1855–1912

XV

Giovanni Pascoli

O fiumi, o delle rupi e dei ghiacciai figli rubesti, che precipitate a pazza corsa senza posar mai, con l'eterno fragor delle cascate,

ruzzando come giovani giganti, senza perché, per atterrir le fate delle montagne; e trascinate infranti boschi e tuguri, urtate le città,

struggete i campi, sempre avanti, avanti, avanti, pieni di serenità...

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