Cerchino gli altri il pallido oro e il plauso
vertiginoso e lascino la soglia
trita dai loro, e migrino: tu resta.
Tu con l'aratro i piccoli nepoti
nutri, e la Patria, e tieni gli occhi in alto,
perché tu segui a mano a mano il sole.
Viene l'inverno, e tu godi il fruttato,
frangi le ulive e affumi quel secondo
orto ch'è il porco che mangiò la ghianda.
La notte, vegli, appunti faci, o tessi
valletti e cesti; e la tua moglie canta,
tra l'alternar dei pettini e dei licci.
Oppure schiuma, più vicina, al fuoco,
con una foglia l'onde che traboccano,
entro il paiuolo tremulo, del mosto.
O notti! O vita dolce assai, ch'ha sempre
amor la notte, come sole il dì!