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1855–1912

XIII

Giovanni Pascoli

Ma il contadino legge sempre al vento le rauche carte, e lungo sé non vede VIRGILIO, a cui fremon le messi, e i pioppi paion falciare mollemente in aria.

Ed egli parla, non inteso all'uomo suo paesano; l'odono le miti giovenche intorno e i fervidi polledri. O forse l'uomo udir non può, che sopra

ora gli ronza più che prima, d'api tornate ai fiori, la pasciuta siepe; e d'ogni pioppo ora risuona il canto d'un rusignolo; il dolce e triste canto

ch'e' fa notturno, e che somiglia al pianto. E il migratore cómpita presago a campi e nubi le sue voci strane; e quatte quatte nelle placide acque

strepono or qua, le vecchie rane, or là.

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