Ma il contadino legge sempre al vento
le rauche carte, e lungo sé non vede
VIRGILIO, a cui fremon le messi, e i pioppi
paion falciare mollemente in aria.
Ed egli parla, non inteso all'uomo
suo paesano; l'odono le miti
giovenche intorno e i fervidi polledri.
O forse l'uomo udir non può, che sopra
ora gli ronza più che prima, d'api
tornate ai fiori, la pasciuta siepe;
e d'ogni pioppo ora risuona il canto
d'un rusignolo; il dolce e triste canto
ch'e' fa notturno, e che somiglia al pianto.
E il migratore cómpita presago
a campi e nubi le sue voci strane;
e quatte quatte nelle placide acque
strepono or qua, le vecchie rane, or là.