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1855–1912

XII

Giovanni Pascoli

Ed ecco, appena il vecchio Eroe comparve sorsero tutti, fermi in lui con gli occhi. Come quando nel verno ispido i bovi giacciono, avvinti, innanzi al lor presepe;

sdraiati a terra ruminano il pasto povero, mentre frusciano l'acquate; se con un fascio d'odoroso fieno viene il bifolco, sorgono, pur lenta-

mente, né gli occhi stolgono dal fascio: così sorsero i vecchi, ma nessuno gli andava, stretto da pudor, più presso. Ed egli, sotto il teschio irto del lupo,

così parlò tra lo sciacquìo del mare: "Compagni, udite ciò che il cuor mi chiede sino da quando ritornai per sempre. Per sempre? chiese, e, No, rispose il cuore.

Tornare, ei volle; terminar, non vuole. Si desse, giunti alla lor selva, ai remi barbàre in terra e verzicare abeti! Ma no! Né può la nera nave al fischio

del vento dar la tonda ombra di pino. E pur non vuole il rosichìo del tarlo, ma l'ondata, ma il vento e l'uragano. Anch'io la nube voglio, e non il fumo;

il vento, e non il sibilo del fuso, non l'odioso fuoco che sornacchia, ma il cielo e il mare che risplende e canta. Compagni, come il nostro mare io sono,

ch'è bianco all'orlo, ma cilestro in fondo. Io non so che lasciai, quando alla fune diedi, lo stolto che pur fui, la scure; nell'antro a mare ombrato da un gran lauro,

nei prati molli di viola e d'appio, o dove erano cani d'oro a guardia, immortalmente, della grande casa, e dove uomini in forma di leoni

battean le lunghe code in veder noi, o non so dove. E vi ritorno. Io vedo che ciò che feci è già minor del vero. Voi lo sapete, che portaste al lido

negli otri l'orzo triturato, e il vino color di fiamma nel ben chiuso doglio, che l'uno è sangue e l'altro a noi midollo. E spalmaste la pece alla carena,

ch'è come l'olio per l'ignudo atleta; e portaste le gomene che serpi dormono in groppo o sibilano ai venti; e toglieste le pietre, anche portaste

l'aerea vela; alla dormente nave, che sempre sogna nel giacere in secco, portaste ognun la vostra ala di remo; e ora dunque alla ben fatta nave

che manca più, vecchi compagni? Al mare la vecchia nave: amici, ecco il timone". Così parlò tra il sussurrìo dell'onde.

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