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1855–1912

X

Giovanni Pascoli

Quel giorno un tuono rimbombò che scosse l'alta montagna, e, terminato il tuono, inviò l'acqua a gocce rade e grosse. Ed un'acquata venne giù col suono

d'un gran passaggio con un grande struscio. A sera il tempo era tornato al buono. Il cielo aveva l'iridi del guscio di madreperla. Stava lì tranquilla

nel suo lettino, con aperto l'uscio, la vecchina, se udisse ora la squilla del sagrestano, si vedesse alfine venir l'ombrella color bianco e lilla,

salir di qua di là tante stelline, salir cantando, con in mano un cero, una fila di donne e di bambine. E già scuriva. E sì, vedeva, in vero,

splender ora più fitte ora più rare le luccioline avanti l'uscio nero. Quante candele c'erano al sogliare! Udiva, sì, cantare; ma lontane

erano ancora, colaggiù; cantare cantare le ranelle con le rane.

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