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1855–1912

X

Giovanni Pascoli

O mamma, o mammina, hai stirato la nuova camicia di lino? Non c'era laggiù tra il bucato, sul bossolo o sul biancospino.

Su gli occhi tu tieni le mani... Perché? non lo sai che domani...? din don dan, din don dan. Si parlano i bianchi villaggi

cantando in un lume di rosa: dell'ombra de' monti selvaggi si sente una romba festosa. Tu tieni a gli orecchi le mani...

tu piangi; ed è festa domani... din don dan, din don dan. Tu pensi... Oh! ricordo: la pieve... quanti anni ora sono? una sera...

il bimbo era freddo, di neve; il bimbo era bianco, di cera: allora sonò la campana (perché non pareva lontana?)

din don dan, din don dan. Sonavano a festa, come ora, per l'angiolo; il nuovo angioletto nel cielo volava a quell'ora;

ma tu lo volevi al tuo petto, con noi, nella piccola zana: gridavi; e lassù la campana... din don dan, din don dan.

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