Skip to content
1855–1912

VIII

Giovanni Pascoli

Pioveva sempre. Forse uscian, la notte, le stelle, un poco, ad ascoltar per tutto gemer le doccie e ciangottar le grotte. Un poco, appena. Dopo, era più brutto:

piovea più forte dopo la quiete. O ferraiuzzo, piccolino e putto! Ghita diceva: "Madre, a che tessete? Là può comprare, a pochi cents, chi vuole,

cambrì, percalli, lustri come sete. E poi la vita dite che vi duole! C'è dei telari in Mèrica, in cui vanno ogni minuto centomila spole.

E ce n'ha mille ogni città, che fanno ciascuno tanta tela in uno scatto, quanta voi non ne fate in capo all'anno". Dicea la mamma: "Il braccio ch'io ricatto

bel bello, vuole diventar rotello. O figlia, più non è da fare, il fatto". E tendeva col subbio e col subbiello altre fila. La bimba, lì, da un canto,

mettea nello spoletto altro cannello. Stava lì buona come ad un incanto, in quel celliere della vòlta bassa, Molly, e tossiva un poco, ma soltanto

tra il rumore dei licci e della cassa.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
VIII · Giovanni Pascoli · Poetry Cove