"Sentite, Gigi. La recchietta voglio
che la meniate ora con voi nel branco.
È avvezza a qualche filo di trifoglio...
Un po' di tela c'è tavìa nel banco.
Ho due lenzuola nove; anco un rotello,
da tanto tempo, ch'ha riperso il bianco.
Ci troverete qualche buon guarnello,
persino una sottana con la gala,
che mi son fatte, là per là, bel bello.
Faccio per dire che non son cicala
ch'ha un sol vestito, e quando è liso, muore.
Ma poi, sentite: penso a quella scala...
Ditelo, Gigi, con le vostre nuore,
che quell'andare su la scala in chiesa,
così legata, m'è una spina al cuore!
Almeno almeno, senza vostra spesa,
vuo' per amor di Dio che mi mettiate
quella camicia nova ch'è lì stesa.
Io l'ho cucita, al sole della state;
io l'ho sbiancata, al lume della luna;
io l'ho tessuta, per le gran nevate;
filata, presso qualche vostra cuna".