Io ne godeva. Io amo chi mi coglie.
Ora, capanna casa fuoco vigna,
non do più frutto né legna né foglie.
Ora l'accétta scoprirà maligna
i miei segreti. Ho dentro me dei bruchi
d'oro, che fanno, come uva, la pigna.
Aveva dentro, qua e là, nei buchi,
altri alati che nero di tra il musco
sporgeano il capo allo svolar dei fuchi.
Oh! da quanti anni sento nel mio rusco
sempre ronzare, e sempre nella state
cantarellare odo tra lusco e brusco!
Oh! scoprirà l'accétta, abbandonate
sopra lane di pioppi e ragnatele,
ovine àcquide, avanzi di covate
di cinciallegre, e un gran favo di miele.