La fronte e gli occhi si spazzò col dosso
della mano. S'alzò. Prese in un godo
del soppianello due cucchiai di bosso.
Prese anche il suo ch'era attaccato al chiodo.
Staccò il laveggio, a stento, dall'uncino:
riempì tre pianette: il tutto a modo.
Poi prese il fior di latte: anche, a modino,
aprì le frasche, e giù, per non lo sfare,
lo sbacchiò sopra un borracciòl di lino.
E mangiarono avanti il focolare
in pace e amore, con di tanto in tanto
quattro parole, a cucchiaiate rare.
Il bimbo in terra era seduto accanto
alla bisnonna, e spesso dalle dita
di lei pigliava un suo bocconcin santo.
L'uscio era aperto. I fior di margherita
non aprivano ancora le corolle
di su le crepe della soglia erbita.
Brillava al sole ogni albero, ogni colle;
ma la casuccia si godeva ancora
l'ombra sua propria, piccola, ancor molle
della guazza caduta in su l'aurora.