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1855–1912

VII

Giovanni Pascoli

La glauca luna lista l'orizzonte e scopre i campi nella notte occulti e il fiume errante. In suono di singulti l'onda si rompe al solitario ponte.

Dove il mar, che lo chiama? e dove il fonte, ch'esita mormorando tra i virgulti? Il fiume va con lucidi sussulti al mare ignoto dall'ignoto monte.

Spunta la luna: a lei sorgono intenti gli alti cipressi dalla spiaggia triste, movendo insieme come un pio sussurro. Sostano, biancheggiando, le fluenti

nubi, a lei volte, che salìan non viste le infinite scalèe del tempio azzurro.

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