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1855–1912

VI

Giovanni Pascoli

Dittamo nato all'umile finestra, donde pel Corpusdomini sorrisi alla soave tra fior di ginestra e fiordalisi

processione; io so di te, che immensa virtù possiedi ne' chiomanti capi, cespo lanoso ed olezzante, mensa ricca dell'api.

Te, con la freccia tremolante al dosso, cerca nei monti il daino selvaggio, farmaco certo - di lui segue un rosso rigo il viaggio. -

Dittamo blando per la mia ferita l'avete, o balze degli aerei monti, dove nell'alto piange la romita culla dei fonti?

Bianche ai dirupi pendono le capre; l'aquila passa nera e solitaria; sibila l'erba inaridita; s'apre, sotto il piè, l'aria.

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VI · Giovanni Pascoli · Poetry Cove