S'ode in tanto sonar l'Avemaria,
e per l'aria è un lamento di campane,
un lamento che arriva di lontane
chiesuole immerse nella mite ombrìa.
Tacito a casa il giornalier s'avvia
la zappa in dosso e nelle mani un pane,
e pensa. Gravi gracchiano le rane
nel pantano d'un rospo in compagnia.
I ranocchi salmeggiano il corale
de' morti: il rospo è in domino; a distesa
canta con maestà pontificale.
Le lucciolette in fin del salmo accesa
hanno la torcia, e allora le cicale
strascicando e cianciando escon di chiesa.