E il vecchio disse le parole alate:
"Lascia ch'io vada senz'indugio, e porti
meco la cetra, che non forse il cuore
nero t'inviti a piangere, su questa
cetra di glorie, l'ancor vivo Achille.
Lascia che pianga e mare e terra e cielo;
tu no. Non devi inebbriar di canto
tu, divo Achille, l'animo sereno
che sa, non devi a te celare il fato,
non che ti volle ma che tu volesti.
Restaci grande, o Peleiade Achille!
Noi, canteremo. Noi di te diremo
che, sì, piangevi, ma lontano e solo,
e che dicevi il tuo dolore all'onde
del mare ed alle nuvole del cielo.
E noi diremo che una dea non vista
a frenar la tua fosca ira veniva,
e ti prendea per la criniera rossa,
rossa criniera che così sconvolta
poi ti lisciava un'altra dea non vista,
nel tuo dolore; e che obbedivi a voci
dell'infinito o cielo o mare: avanti,
spingendo con un grande urlo d'auriga
verso la morte l'immortal tuo Xantho".
Disse e disparve nell'ambrosia notte.