Skip to content
1855–1912

VI

Giovanni Pascoli

E il vecchio disse le parole alate: "Lascia ch'io vada senz'indugio, e porti meco la cetra, che non forse il cuore nero t'inviti a piangere, su questa

cetra di glorie, l'ancor vivo Achille. Lascia che pianga e mare e terra e cielo; tu no. Non devi inebbriar di canto tu, divo Achille, l'animo sereno

che sa, non devi a te celare il fato, non che ti volle ma che tu volesti. Restaci grande, o Peleiade Achille! Noi, canteremo. Noi di te diremo

che, sì, piangevi, ma lontano e solo, e che dicevi il tuo dolore all'onde del mare ed alle nuvole del cielo. E noi diremo che una dea non vista

a frenar la tua fosca ira veniva, e ti prendea per la criniera rossa, rossa criniera che così sconvolta poi ti lisciava un'altra dea non vista,

nel tuo dolore; e che obbedivi a voci dell'infinito o cielo o mare: avanti, spingendo con un grande urlo d'auriga verso la morte l'immortal tuo Xantho".

Disse e disparve nell'ambrosia notte.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
VI · Giovanni Pascoli · Poetry Cove