E su la nave, nell'entrare il porto,
il peggio vinse: sciolsero i compagni
gli otri, e la furia ne fischiò dei venti:
la vela si svoltò, si sbatté, come
peplo, cui donna abbandonò disteso
ad inasprire sopra aereo picco:
ecco, e la nave lontanò dal porto;
e un giovinetto stava già nel porto,
poggiato all'asta dalla bronzea punta:
e il giovinetto sotto il glauco olivo
stava pensoso; ed un veloce cane
correva intorno a lui scodinzolando:
e il cane dalle volte irrequiete
sostò, con gli occhi all'infinito mare;
e com'ebbe le salse orme fiutate,
ululò dietro la fuggente nave:
Argo, il suo cane: ma non già l'udiva
tuffato il cuore d'Odisseo nel sonno.