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1855–1912

V

Giovanni Pascoli

E su la nave, nell'entrare il porto, il peggio vinse: sciolsero i compagni gli otri, e la furia ne fischiò dei venti: la vela si svoltò, si sbatté, come

peplo, cui donna abbandonò disteso ad inasprire sopra aereo picco: ecco, e la nave lontanò dal porto; e un giovinetto stava già nel porto,

poggiato all'asta dalla bronzea punta: e il giovinetto sotto il glauco olivo stava pensoso; ed un veloce cane correva intorno a lui scodinzolando:

e il cane dalle volte irrequiete sostò, con gli occhi all'infinito mare; e com'ebbe le salse orme fiutate, ululò dietro la fuggente nave:

Argo, il suo cane: ma non già l'udiva tuffato il cuore d'Odisseo nel sonno.

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