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1855–1912

"THE HAMMERLESS GUN"

Giovanni Pascoli

- O monte, che regni tra il fumo del nembo, e tra il lume degli astri, tu nutri nei poggi il profumo di timi, di mente e mentastri.

Tu pascoli le api, o gigante: tu meni nei borri profondi la piccola greggia ronzante. Sei grande, sei forte: e dai cavi

tuoi massi tu gemi, tu grondi del limpido flutto dei favi. Sei buono tu, grande tra i grandi: né spregi la nera capanna.

Al pio boscaiolo tu mandi sovente la ricca tua manna. Gli mandi un tuo sciame, che scende giú giú per la valle remota,

qual tremulo nuvolo, e splende. Lo segue un tumulto canoro; ché timpani, cembali, crotali chiamano il nuvolo d'oro. -

Dico: egli ride roseo, ma scorso il suo minuto, ridoventa azzurro e grave. Io scendo lungo il Rio dell'Orso, ne seguo un poco il fievole sussurro.

E me segue un tac tac di capinere, e me segue un tin tin di pettirossi, un zisteretetet di cincie, un rererere di cardellini. Giungo dove il greto

s'allarga, pieno di cespugli rossi di vetrici: il mio luogo alto e segreto. Giungo: e ne suona qualche frullo, un misto di gridii, pigolii, scampanellii,

che cessa a un tratto. L' hammerless m'ha visto un fringuello, che fa: Zitti! sii sii (sii sii è nella lingua dei fringuelli quello che hush o still, o Percy, in quella

di mamma: zitti! tacciano i monelli)... E sento tellterelltelltelltelltell (sai? tellterelltelltelltell nella favella dei passeri vuol dire come out! fly!

scappa, boy, c'è il babau!)... Dunque piú nulla. Silenzio. Odo il ruscello che gorgoglia, e non altro. Il fringuello agile frulla e, lontano, finc finc... Cade una foglia...

Proprio l'ultima (guardo) d'un querciolo secco! È bastato il soffio di quell'ala, è bastata la molla di quel volo: eccola giú. Mi siedo sopra il greppo.

Era come una spoglia di cicala (penso), rimasta a quel non piú che un ceppo: era gialla, era gracile; ma era l'ultima; che piú dì, pendula, tenne...

Come il povero vecchio ora dispera, vicino al Rio che mormora perenne! Sono mesto. Perché? Non lo so dire. Intanto, tra le canne, tra la stipa,

sento un brusire ed uno squittinire, che dico? un parlottare piano piano. Ma sì, parlano a me, che dalla ripa tacito ascolto, il mento su la mano.

Sento:

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