Si sa: marzo va secco, il gran fa cesto.
Il gran, per uno pallido e sottile,
più ciuffi mise, quanto più fu pesto.
Talliva. Allora sopravvenne aprile
con le dolci acque. I giorni erano belli,
ma e' passava con il suo barile.
Passava in alto, tra un cantar d'uccelli,
con una gonfia nuvoletta nera...
E il gran fece il cannello, anzi i cannelli.
Doglia di verno, gioia a primavera!
Tanti cannelli, tante spighe, nate
d'un chicco solo; e questo chicco ov'era?
Non c'era più. Restare, a che? Pensate.
Il grano in tanto chiuso nello stelo,
dentro le verdi lolle accartocciate,
fioriva. Unita era la Terra e il Cielo.