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1855–1912

PATUIT DEA

Giovanni Pascoli

Nell'aulente pineta le cicale frinivano. Correa per il terreno un non so qual baleno d'orme guizzanti al suon del maestrale.

Ma quando ella v'apparve, ecco il rumore e il tornear ristette: molleggiò sulle vette sospeso degli arguti pini il vento.

Né ronzar api alle purpuree more, né zillar cavallette, né, simili a saette, schizzar ramarri nel silenzio intento;

s'udì sol l'affannato empito lento delle ondate alla spiaggia cianciuglianti, e su da' palpitanti vepri un lieve pel cielo frullar d'ale.

Tra il verde apparve più che cosa umana a riguardarsi bella; che poi che mosse isnella sfavillando da' neri occhi desìo,

i pini dondolaronosi piana- mente gemendo, e in quella nelle tremule ombrella tutto fu zirlo, frascheggio, ronzìo.

Riscossi i venti del fugace oblìo respiraron con fremito sonoro, ed alta il mar su loro sollevò la sua voce trionfale.

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PATUIT DEA · Giovanni Pascoli · Poetry Cove