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1855–1912

PACE!

Giovanni Pascoli

mai più!" Così dice sommessa, ma udita: da lei chi lontano? non vista... Oh! vedetela! è dessa che brilla su l'ermo vulcano,

che il cielo coi fulmini accende, che rode all'abisso i pilastri, che mugge nei mari, che pende lassù taciturna dagli astri...

Lasciate alla Morte la guerra! Voi, dite su l'umile terra: "S'io pur fui cattivo, sii buono tu dunque! perdono!"

Lasciate alla Morte la messe degli uomini! O popolo umano, nei campi che il fato ti elesse, tu mieti pensoso il tuo grano!

Non sangue, non lagrime! Il sangue lasciatelo nelle sue vene! Schiudete la carcere esangue, sciogliete le ignave catene!

Lasciate la morte alla Morte! Voi stando su l'orride porte gridate: "Tu sei ciò ch'io sono! fratello, io perdono!"

Astro del fato, cometa ch'erri nell'ombra inquieta cercando la fragile terra, astro, l'arrivi, e pur, muto,

senti che n'esce l'acuto bramire degli uomini in guerra: passi in un attimo, o face dell'infinito; sei lunge;

quando nei ceruli spazi ti giunge l'ululo d'odi non sazi: poi... pace!

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