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1855–1912

PACE!

Giovanni Pascoli

Chi spira nei giovani fieri quel soffio di voce sì pia? nel tremulo vecchio che ieri... cessò di tremare per via?

nell'umile donna che ancora... l'aspettano i figli col pane? nei bimbi... destàti all'aurora da suon di mortai, di campane,

da grida di festa?... Chi spira, fratelli, a quel pianto, a quell'ira quel grido sì fievole e forte? Fratelli, la Morte.

È fremito pallido e grave sì come il sussurro soletto di suora che mormori l'Ave- maria presso un tacito letto;

è romba d'ignote campane che cullano il mondo che dorme, lontane nell'aria e sì piane che appena vi lasciano l'orme;

un impaziente nitrito che trema nel cielo infinito; un urlo improvviso alle porte, la voce tua, Morte!

Ella, o da presso ci parli col rodìo lieve de' tarli notturni, o col bronzo dal cielo, dice: "O mortali! mortali!

ch'al ventilare dell'ali mie, rabbrividite di gelo: ciò che un istante in me tace, tace per sempre. In cammino

per la caligine sola, Caino, tu non l'udrai la parola di pace

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