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1855–1912

LA POVERA PICCINA

Giovanni Pascoli

Nella sua bara, povera piccina, posan due fiori, e marciran pur lì, una stelletta alpina e il fior de' suoi be' dì.

E il padre fece scoperchiar la bara ed abbracciò quel suo perduto amor. E: «chi t'uccise, o cara, l'hai maledetto ancor?»

Egli le disse. Ella un gentil sorriso avea sul labbro e parve sospirar; e con lo sguardo fiso parve quasi negar.

Ed io dissi: «Egli è un tempo, o triste vecchio, che par buono morire a quindici anni». Ei mi porse l'orecchio e disse: «A quindici anni?».

Ed io dissi: «Egli è un tempo in cui l'amore sembra quasi un delitto a un cor gentile!» Ei ripeté: «L'amore? a un core? a un cor gentile?»

Come rondini, allor che le sue brine gemmee, tramuta in pigre nebbie l'anno, le povere piccine aprono l'ali e vanno.

Come sussulta, freme, arde, il bel maggio! Crepuscoli di rose ed albe d'oro! Ma nel greppo selvaggio i fior parlan tra loro:

Ci si pompeggia con le vesti nuove: fama per l'odorose aure ne va: ci predan per l'alcòve nati alla libertà.

Dice il fior sull'aurora, e, mentre il vento tra i cespi soffia un trillo di leuto, abbassa al suol d'argento il capo di velluto.

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