Nella sua bara, povera piccina,
posan due fiori, e marciran pur lì,
una stelletta alpina
e il fior de' suoi be' dì.
E il padre fece scoperchiar la bara
ed abbracciò quel suo perduto amor.
E: «chi t'uccise, o cara,
l'hai maledetto ancor?»
Egli le disse. Ella un gentil sorriso
avea sul labbro e parve sospirar;
e con lo sguardo fiso
parve quasi negar.
Ed io dissi: «Egli è un tempo, o triste vecchio,
che par buono morire a quindici anni».
Ei mi porse l'orecchio
e disse: «A quindici anni?».
Ed io dissi: «Egli è un tempo in cui l'amore
sembra quasi un delitto a un cor gentile!»
Ei ripeté: «L'amore?
a un core? a un cor gentile?»
Come rondini, allor che le sue brine
gemmee, tramuta in pigre nebbie l'anno,
le povere piccine
aprono l'ali e vanno.
Come sussulta, freme, arde, il bel maggio!
Crepuscoli di rose ed albe d'oro!
Ma nel greppo selvaggio
i fior parlan tra loro:
Ci si pompeggia con le vesti nuove:
fama per l'odorose aure ne va:
ci predan per l'alcòve
nati alla libertà.
Dice il fior sull'aurora, e, mentre il vento
tra i cespi soffia un trillo di leuto,
abbassa al suol d'argento
il capo di velluto.