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1855–1912

LA NOTTE DI NATALE

Giovanni Pascoli

Sopra la terra le squille suonano il mattutino. Passa una nuvola candida e sola. L'Italia! L'Italia che vola!

che passa in alto con tutte l'anime nostre com'una sola grande anima! Dice: - Là, io trascorra la notte di Dio!

Là non le squille suonano a gloria; non le zampogne querule cantano la pastorale che suscita un battere d'ale,

non lumi a festa per tutto brillano come se a cena tutti il lor angiolo ci abbiano, biondo, dei tanti discesi sul mondo,

non arde il ceppo che s'apre e crepita quando col bimbo viene la Vergine, ch'entra e soave, ciò che le fu detto, dice: Ave!

Là balenare d'armi, là subite luci, là rotte grida, là murmuri come da tombe, là squilli improvvisi di trombe.

Sì. Ma più sacra m'è quella tenebra, tra palme e ulivi, sotto le nomadi tende. Là, sento, si veglia aspettando l'avvento!

Là, tutto è santo! Vegliano, credono, attenti al cielo, pronti a rispondere alla sua voce! Là, sono anche i martiri in croce... -

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