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1855–1912

LA MORTE DEL RICCO

Giovanni Pascoli

Ha il prete a lato, e il nembo urla di fuori: un sinedrio d'ombre incappucciate gli siede intorno: egli ode... - Accusatori, accusate! accusate! -

Sorge una donna: Egli mentì l'amore! Sorge un bimbo: Il mio nome ei mi negò! Sorge un villano: Io vuo' strappargli il core, che mi fece sudare e mi rubò!

Un minator dice: Morii sotterra, pria che morto, sepolto. Un soldato: Ed io caddi ucciso in guerra, prima uccisor che ucciso; egli m'ha tolto

vita e innocenza. - E tu, spettro, che hai? - Fame. - E tu? - Freddo. - E tu? - Voglio odiar - lo! che per anni lunghi io lavorai e non ebbi un minuto per amar. -

Voi chi siete? - Signore, un assassino. - Voi? - Mio signore, un ladro! ah! ma il delitto non s'ama, egli è un destino che nella fronte, esso che muor, ci ha scritto! -

E tu perché l'abbranchi? - Ero fanciulla pura e bella; e son morta all'ospedal!... - Tu perché fremi? - Ah! ch'io morii nel nulla, io ch'ero nato a vivere immortal!... -

Venga l'esecutor! Dubbio, t'avanza! fissalo col tuo grande occhio sbarrato. Costui d'un'altra vita ha la speranza che muoia disperato!

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