In ogni campo alzarono due tonde
mete di spighe. Posero per prime
quattro mannelle, le più grosse e bionde.
Posero il calcio in terra, alto le cime;
e poi, con le altre sopra quelle e intorno,
fecero una gran cupola sublime.
Mietean tre giorni. Sul finir del giorno,
era finita. Placida la sera,
erano i cuori placidi al ritorno.
"Il grano è bello, e, di verdugio ch'era,
secco sin troppo. Con quel sole, ha sete.
Oggi la spiga ci parea leggiera"
diceva il babbo, e soggiungea: "Vedrete!
Il gran che il sole ora ha stremato e franto,
poi si rifà la notte nelle mete,
e s'enfia e s'empie, e peserà più tanto".