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1855–1912

L'OR DI NOTTE

Giovanni Pascoli

Nelle case, dove ancora si ragiona coi vicini presso al fuoco, e già la nuora porta a nanna i suoi bambini,

uno in collo e due per mano; pel camino nero il vento, tra lo scoppiettar dei ciocchi, porta un suono lungo e lento,

tre, poi cinque, sette tocchi, da un paese assai lontano: tre, poi cinque e sette voci, lente e languide, di gente:

voci dal borgo alle croci, gente che non ha piú niente: - Fate piano! piano! piano! Non vogliamo saper nulla:

notte? giorno? verno? state? Piano, voi, con quella culla! che non pianga il bimbo... Fate piano! piano! piano! piano!

Non vogliamo ricordare vino e grano, monte e piano, la capanna, il focolare, mamma, bimbi... Fate piano!

piano! piano! piano! piano!

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