Scesi da un ispido monte,
prima ch', o Romolo, arassi,
sacri ad un fato novello
movevano immemori i passi,
dietro un lor fulvo vitello,
stellato la fronte:
messe mietuta dal vento,
vite lasciate alla vita,
giovani e vergini caste
movevano ad altra fiorita,
sollecitando con l'aste
l'attonito armento.
E giunsero al mare; e per loro
streperono l'onde interrotte
da un nero colosso.
Dormiva nell'ombra il Peloro;
ma l'Etna solcava la notte
d'un vortice rosso.