Due volte appari candida e vermiglia
nel cielo che di te si rinnovella:
(e dal tuo roseo pullula una stella
come una perla dalla sua conchiglia).
Alba, tu sorgi e attendi il tuo signore
al varco oriental, fin ch'ei si levi;
e bianca tremi al mattutino gelo:
ma poi ch'e' surse, un subito timore
di sua beltà ti caccia sì, che in lievi
passi di luce tutto corri il cielo.
Non le gemme cader lascia il tuo velo,
che par ch'a terra il tintinnìo se n'oda?
La bella dalle braccia mie si snoda,
e con man vela le ridenti ciglia.
Sera, dell'ombra al termine egli sale
il navicello d'oro, e infine ha posa
veleggiando a sue piagge erme e lontane:
tu lesta accorsa al balzo occidentale,
tese invano le tue braccia di rosa,
ti getti nelle pallide fiumane.
E tutto dorme; il mar sonnecchia: piane
gemono l'acque, tremano le foglie.
La bella nelle braccia sue m'accoglie,
e il dolce nido, come suol, pispiglia.