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1855–1912

IV

Giovanni Pascoli

Lo guardò scuro e gli rispose Achille: "Tu non m'hai detto il caro nome, e donde vieni e perché. Non forse tu notturno vieni, alle navi degli Achei ricurve,

per dono grande, ad esplorare, o vecchio?" E gli parlava rispondendo il vecchio: "Io sono aedo, o pieveloce Achille, caro ai guerrieri, non guerriero io stesso.

Io nacqui sotto la selvosa Placo, in Thebe sacra, già da te distrutta. Da te non vengo a liberarmi un figlio cui lecchi il sangue un vigile tuo cane;

il figlio, no; recando qui sul forte plaustro mulare tripodi e lebeti e pepli e manti e molto oro nell'arca. Non a me copia, non a te n'è d'uopo;

ché tu sei già del tuo destino, e tutti lo sanno, il cielo, l'infinito mare, la nera terra, e lo sai tu ch'hai dato ai cari amici le tue prede e i doni

splendidi; ansati tripodi, cavalli, muli, lustranti buoi, donne ben cinte, e grigio ferro, e reso Ettore al padre e la tua vita al suo dovere... Oh! rendi

dunque all'aedo la sua cetra, Achille!"

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