S'alza a vedere; tra le nubi e i venti
s'adagia in cielo. Nelle valli brune
vede gettarsi i botri ed i torrenti.
Vanno con un feroce urlo comune,
chi qua chi là. Scendono ciechi al piano,
portano massi, travi, alberi, cune.
Hanno la cupa voce d'uragano
e di valanga; ed il fragor con loro
rapido va, ma non è mai lontano.
Fuor dalle nubi, risplendente d'oro,
l'aquila ruota, remeggiando lenta,
sopra il terrestre vortice sonoro.
E s'alza ancora ed alto un grido avventa,
atroce, per le vane plaghe sole.
Tre volte grida, e sta tre volte intenta
all'eco forse che ne mandi il sole.