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1855–1912

IV

Giovanni Pascoli

E velò gli occhi il pallido eremita. Ed ecco gli fluìa per i precordi il dolce sonno della stanca vita; quando riscosso (egli scendeva a fior di

grandi acque mute su labile nave) gridò: "Signore, fa ch'io mi ricordi! Dio, fa che sogni! Nulla è più soave, Dio, che la fine del dolor; ma molto

duole obliarlo; ché gettare è grave il fior che solo odora quando è colto".

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