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1855–1912

IL NEGRO DI SAINT-PIERRE

Giovanni Pascoli

Io, sì, vivevo; ma sol io, confuso del mio strisciare, io solo, ancora; io ero l'unico verme d'un sepolcro chiuso. E il sonno della morte era leggiero

agli altri, più che a me la vita. O peso di due morti, non una, entro il pensiero! Quello a cui prima il sangue avevo io preso, era il più queto. Egli tra l'erba folta

fu, prima dell'atroce ora, disteso. Avrei voluto sussurrargli: "Ascolta: io t'ho rubato qualche giorno appena!" Ma sì! per fin la tomba era sepolta!

E la Montagna Calva, con la lena continua del suo polso indifferente, sperdeva in aria un alito di rena; pioveva giù le sue ceneri lente:

male che segue lento la sua sorte, quand'anche il cuore donde uscì, si pente: pioveva giù le sue ceneri morte: male che avanza al triste odio che fu:

male che mena strazio oltre la morte, quando quel cuore non palpita più.

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