Io, sì, vivevo; ma sol io, confuso
del mio strisciare, io solo, ancora; io ero
l'unico verme d'un sepolcro chiuso.
E il sonno della morte era leggiero
agli altri, più che a me la vita. O peso
di due morti, non una, entro il pensiero!
Quello a cui prima il sangue avevo io preso,
era il più queto. Egli tra l'erba folta
fu, prima dell'atroce ora, disteso.
Avrei voluto sussurrargli: "Ascolta:
io t'ho rubato qualche giorno appena!"
Ma sì! per fin la tomba era sepolta!
E la Montagna Calva, con la lena
continua del suo polso indifferente,
sperdeva in aria un alito di rena;
pioveva giù le sue ceneri lente:
male che segue lento la sua sorte,
quand'anche il cuore donde uscì, si pente:
pioveva giù le sue ceneri morte:
male che avanza al triste odio che fu:
male che mena strazio oltre la morte,
quando quel cuore non palpita più.