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1855–1912

IL NEGRO DI SAINT-PIERRE

Giovanni Pascoli

Parlò con nella gran voce i tripudi del fuoco interno. E tacque. Io gli occhi affissi, su, nella taciturna solitudine: all'alta notte appesi il cuor, se udissi

più voce d'uomo, urlo di fiera, volo di mosca. Tutto, se tacean gli abissi, taceva. E il monte riprendea: - Figliuolo, è morto il mondo, l'uomo, il topo, il ragno,

il tempo, tutto. Siamo in due. Sei solo. Non c'è più palco, più città, più bagno; la scure io fusi, io fransi le catene. - Io risposi: "Oh! se avessi uno a compagno!"

E il monte: - Non hai me? - "Quel dalle vene vuote, il mio uomo, accetterei pur quello". E il monte: - Quello, non fui io, sai bene! - "Oh! basterebbe al negro ora sol quello".

- Ma... stava in te! Se aprivi un po' le dita... - "Oh! che il negro non vuole altri che quello!" - Io do la morte, non ridò la vita. - "E dà la morte ancora a me!" - Ben sai

che pur fo questo, se non mi s'invita; ma non, per questo, egli vivrà più mai. -

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