E seguitò: «Nel fiore de la vita.
Ché non è pianta, ché non è vermena
che non si trovi al tempo suo fiorita;
o presso mormorante acqua di vena
o ne lo stagno tacito; per lande
o in solchi; sopra il fimo o ne la rena:
e la quercia che immensa l'ombra spande,
piccolo; e il fioraliso ch'ha lo stelo
sottile, porta il fiore suo più grande:
piccolo il pino, grande il grogo: e il melo
l'ha bianco e pure è la fuggevol cosa!
e il cardo, eterno e del color di cielo.
In verità! non è così ritrosa
vita, che il fiore al tempo suo non metta:
e da l'irsuto bronco esce la rosa:
e tale è nuda e squallida e soletta
a gli occhi nostri, sopra ignave zolle,
che a l'ombra de le stelle d'oro aspetta
d'aprir l'olezzo de le sue corolle».