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1855–1912

III

Giovanni Pascoli

Ma quella voce gli restò nel cuore; e quando uscì con gli altri eroi - la luna piena pendeva in mezzo della notte - gli nereggiava di grande ira il cuore;

e per tutto egli uccise, arse, distrusse. Gittò nel fuoco i tripodi di bronzo, spinse nel seno alle fanciulle il ferro; ché non prede voleva; egli voleva

udir, tra grida e gemiti e singulti, la voce della sua donna lontana. Ma era nella sacra Ilio il nemico di gloria Antìclo, non in Arne ancora,

fertile d'uva, o in Aliarto erboso: e in un vortice rosso Ilio vaniva a' piè del plenilunio sereno. Morti i guerrieri, giù nelle macerie

fumide i Danai ne battean gl'infanti, alle lor navi ne rapian le donne: e d'Ilio in fiamme al cilestrino mare, dalle Porte al Sigeo bianco di luna,

passavano con lunghi ululi i carri.

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