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1855–1912

III

Giovanni Pascoli

"Sei tu quell'una, tu quell'una, o Terra! Sola, del santo monte, ove s'uccida, dove sia l'odio, dove sia la guerra; dove di tristi lagrime s'intrida

il pan di vita! Tu non sei che pianto versato in vano! Sangue sei, che grida! E tu volesti Dio per te soltanto: volesti che scendesse sconosciuto

nell'alta notte dal suo monte santo. Tu lo volesti in forma d'un tuo bruto dal mal pensiero: e in una croce infame l'alzasti in vista del suo cielo muto".

In cielo e in terra tremulo uno sciame era di luci. Andavano al lamento della zampogna, e fasci avean di strame. Ma il frate, andando, con un pio sgomento

toccava appena la rea terra, appena guardava il folgorìo del firmamento: quella nebbia di mondi, quella rena di Soli sparsi intorno alla Polare

dentro la solitudine serena. Ognun dei Soli nel tranquillo andare traeva seco i placidi pianeti come famiglie intorno al focolare:

oh! tutti savi, tutti buoni, queti, persino ignari, colassù, del male, che no, non s'ama, anche se niun lo vieti. Sonava la zampogna pastorale.

E Dio scendea la cerula pendice cercando in fondo dell'abisso astrale la Terra, sola rea, sola infelice.

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