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1855–1912

III

Giovanni Pascoli

Nell'orto, a Massa - o blocchi di turchese, alpi Apuane! o lunghi intagli azzurri nel celestino, all'orlo del paese! un odorato e lucido verziere

pieno di frulli, pieno di sussurri, pieno de' flauti delle capinere. Nell'aie acuta la magnolia odora, lustra l'arancio popolato d'oro -

io, quando al Belvedere era l'aurora, venivo al piede d'uno snello alloro. Sorgeva presso il vecchio muro, presso il vecchio busto d'un imperatore,

col tronco svelto come di cipresso. Slanciato avanti, sopra il muro, al sole dava la chioma. Intorno era un odore, sottil, di vecchio, e forse di viole.

Io sognava: una corsa lungo il puro Frigido, l'oro di capelli sparsi, una fanciulla... Ancora al vecchio muro, tremava il lauro che parea slanciarsi.

Un'alba - si sentìa di due fringuelli chiaro il francesco mio: la capinera già desta squittinìa di tra i piselli - tu più non c'eri, o vergine fugace:

netto il pedale era tagliato: v'era quel vecchio odore e quella vecchia pace; il lauro, no. Sarchiava lì vicino Fiore, un ragazzo pieno di bontà.

Gli domandai del lauro; e Fiore, chino sopra il sarchiello: Faceva ombra, sa! E m'accennavi un campo glauco, o Fiore, di cavolo cappuccio e cavolfiore.

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