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1855–1912

III

Giovanni Pascoli

Avanzarono come ombra che cresca all'improvviso... quando udii, vicino: "Conte Ugolino della Gherardesca..." Chi parlava di te, Conte Ugolino?

Uno, fiso nel mare. Oh! tutto in giro, sotto il turchino ciel, mare turchino, su cui tremola appena al tuo sospiro un velo vago, tenue! O Capraia,

o Gorgona color dello zaffiro, ferme io vi scòrsi, come plaustri in aia cerula, immensa. E a' miei piedi l'onda battea lo scoglio e risorbìa la ghiaia.

E nella calma lucida e profonda, nudo sul trampolino, con le braccia arrotondate su la testa bionda, era un fanciullo. "Quello" io chiesi "in faccia

a noi?" "Sì, quello." "Quel fanciullo? il Conte che rode il teschio nell'eterna ghiaccia?" "Foglie d'un ramo, gocciole d'un fonte!" Egli guardava un tuffolo pescare

stridulo; scosse i ricci della fronte, e con un grido si tuffò nel mare.

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