A sera, disse: "Il servo, umile e grato,
ti benedice! Tu mi desti, o Dio,
l'aver provato e non aver peccato.
L'anima mia tu percotesti e il mio
corpo di tanto e tal dolor ch'è d'ogni
dolcezza assai più dolce ora l'oblìo.
Infelice cui l'occhio apresi ai sogni,
apresi nella grande ombra che tace,
sia che già tema, sia che sempre agogni!
Piansi, non piango: io dormirò: sia pace!"