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1855–1912

III

Giovanni Pascoli

Chi vagisce, è Tiberio. E il vento accorre dal ciel profondo tuttavia; spaura le nubi in fuga, e sbocca dalle forre Le selve il mormorìo della congiura

mutano in urlo, e gli alberi giganti muovono orridi in una mischia oscura. Lottano i pini coi disvincolanti frassini, e l'elci su la stessa roccia

coi faggi urtano i vecchi tronchi infranti. E il fiore della fiamma apresi e sboccia.

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