Il vento trova la sua strada ingombra
di foglie e stelle. Gli alberi, sparito
e l'uno e l'altro. Io vedo una grande ombra.
Ne vedo un solo. All'animo lo addito,
l'albero solo. Spunta da un velame
di nebbia eterna, ed empie l'Infinito.
Protende le invisibili sue rame
cui sono appesi d'ogni parte i mondi.
Si crolla ad un grande alito il fogliame;
e d'un perenne tremolìo le frondi
lustrano ardenti. Alcuna cade e brilla
giù per gli abissi ceruli, profondi.
Io, sotto la corona, che sfavilla,
dell'Universo, odo, smarrito assòrto,
uno stridìo. Forse una foglia oscilla
ancora a un ramo dell'albero morto.