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1855–1912

III

Giovanni Pascoli

"Maria!" "Rachele!" Un poco più le mani si premono. In quell'ora hanno veduto la fanciullezza, i cari anni lontani. Memorie (l'una sa dell'altra al muto

premere) dolci, come è tristo e pio il lontanar d'un ultimo saluto! "Maria!" "Rachele!" Questa piange, "Addio!" dice tra sé, poi volta la parola

grave a Maria, ma i neri occhi no: "Io," mormora, "sì: sentii quel fiore. Sola ero con le cetonie verdi. Il vento portava odor di rose e di viole a

ciocche. Nel cuore, il languido fermento d'un sogno che notturno arse e che s'era all'alba, nell'ignara anima, spento. Maria, ricordo quella grave sera.

L'aria soffiava luce di baleni silenziosi. M'inoltrai leggiera, cauta, su per i molli terrapieni erbosi. I piedi mi tenea la folta

erba. Sorridi? E dirmi sentia: Vieni! Vieni! E fu molta la dolcezza! molta! tanta, che, vedi... (l'altra lo stupore alza degli occhi, e vede ora, ed ascolta

con un suo lungo brivido...) si muore!"

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