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1855–1912

III

Giovanni Pascoli

Così le glorie degli eroi consunti dal rogo, e sé con lor cantava Achille, desto sol esso degli Achei chiomanti: ecco, avanti gli stette uno, canuto,

simile in vista a vecchio dio ramingo. E gli fu presso e gli baciò le mani terribili. Sbalzò attonito Achille su, dal suo seggio, e il morto lion rosso

gli raspò con le curve unghie i garretti. E gli volgeva le parole alate: "Vecchio, chi sei? donde venuto? Sembri, sì, nell'aspetto Priamo re, ma regio

non è il mantello che ti para il vento. Chi ti fu guida nella notte oscura? Parla, e per filo il tutto narra, o vecchio". E gli parlava rispondendo il vecchio:

"No, non ti sono io re, splendido Achille; un dio felice non mi fu l'auriga: io da me venni. Tutti, anche i custodi dormono presso il crepitar dei fuochi.

Tu solo vegli; e non udii, venendo, ch'esili stridi dagli eroi sopiti, e che un sommesso brulichio dai morti. E nella sacra notte a me fu guida

un suono, il suono d'una cetra, Achille".

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