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1855–1912

III

Giovanni Pascoli

"Ta ta, Nina, ta ta". Come gagliardi eran quei tre castagni suoi! Che mèsse! che cimi! E la chioccetta era nei cardi! Il suo figliolo quando vi cogliesse,

nella sera che accecano il metato, sì, penserebbe a farle dir due mésse. Buttar due lire uguanno non fa stato. Uguanno è annata, se non è lo strino

che c'entri prima ch'abbiano animato. La vecchietta era giunta al casalino; ma non l'antico suo paiòl di rame appese alla catena del camino.

Era avvilita, e non le facea fame! Mise un lenzuolo bianco al sacconcello, ma prima un poco ne rumò lo strame. Poi si portò su l'uscio uno sgabello.

Sedé movendo ad or ad or la bocca. Aspettò che venisse il suo gemello. Sgranava qualche rappa nella cocca del pannello, e chiamava Curre! Curre!

Poi, rinfilata nel pensier la rócca, filava in mezzo alle montagne azzurre.

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