Skip to content
1855–1912

III

Giovanni Pascoli

E fu travolta l'ultima coorte nelle macerie. Ed ecco un soffio d'ale a gl'invasori spalancò le porte. - Entrate! - E si mostrò Roma immortale.

Allor allor giungeano, dal Tirreno gli avvoltoi neri del suo dì lustrale. Ed era un dì pieno di luce e pieno di silenzio. Alle schiere taciturne

pareva un plenilunio sereno. C'erano, presso le colonne e le urne, sotto i grandi archi, a quel passar non nuove ombre sedute su le selle eburne.

Termine, il nume cui nessun rimuove, era lassù. Roma era vinta; eppure si figgeano nell'alta arce di Giove le sue dodici tavole future.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
III · Giovanni Pascoli · Poetry Cove